IL REFITTING: COME DARE NUOVA VITA A UNA BARCA.

Il mondo della nautica mi ha sempre affascinato. La vela in particolar modo è stata la mia prima passione. A sei anni già regatavo nella categoria Optimist e non mi sono più fermato, passando di categoria in categoria fino a che non è diventato il mio secondo lavoro.

Una decina di anni fa mi sono reso conto che avrei potuto unire le mie due passioni ossia la vela e la produzione di mobili ed entrare in un settore molto particolare e ricercato della nautica ovvero il refitting delle imbarcazioni. Mi capitava molto di frequente, infatti, durante i miei viaggi, di salire su imbarcazioni in cattive condizioni o abbandonate e di pensare che sarebbe bastato un lavoro di refitting sia con modifiche strutturali o semplicemente rinnovando i tessuti e l’arredo, per poterle riportare ai vecchi splendori.

Il refitting è un’operazione complessa che non va confusa con il restyling. Il refitting è molto più simile alla costruzione della barca perché vengono messi in opera una serie di lavori che mettono letteralmente a nuovo un’imbarcazione che magari ha già una decina di anni.

Vediamo nel dettaglio: la barca viene presa in consegna, svuotata completamente, vengono riprogettati gli interni, gli impianti e poi viene rifatta ex novo. Prove tecniche e certificazioni incluse. E’ molto importante quindi avere delle solide competenze tecniche e costruttive perché la barca è come una scatola e i margini di errore nella progettazione devono essere pari a zero.

Ma per un armatore che non vuole cambiare barca, il refitting è una soluzione estremamente vantaggiosa specialmente se l’imbarcazione è ancora valida. Si tratta infatti di ridare funzionalità ed estetica all’imbarcazione, senza stravolgerne però l’identità.

E’ un lavoro di riprogettazione che va fatto a stretto contatto con l’armatore perché il primo passaggio molto importante è capire e valutare il tipo di utilizzo che verrà fatto della barca. Se ad esempio si ha intenzione di passare molto tempo in rada, andranno fatti dei lavori che permettano avere tutti i comfort e le strutture necessarie per quel tipo di utilizzo. Bisogna quindi essere lungimiranti e affidarsi a persone esperte che siano in grado di mettere in opera con competenza ed esperienza le idee dell’armatore perché la valutazione tecnico-economica è un aspetto fondamentale del refitting e consente di mantenere a lungo il valore dell’imbarcazione.

Spesso i cantieri hanno una falegnameria interna, ma il risultato è un po’ industriale e nella nostra esperienza vediamo che gli armatori preferiscono affidarsi ad aziende specializzate in refitting per avere un risultato molto più personalizzato e di qualità. Chi si rivolge a noi sa di trovare una grande esperienza che va dallo studio della struttura dell’imbarcazione, alla valutazione della distribuzione dei pesi, dalla progettazione degli impianti fino alla scelta dei tessuti e delle tende.

Dopo aver valutato infatti con l’armatore il tipo di utilizzo che farà della barca, si passa alla progettazione vera e propria degli spazi. L’aspetto forse più importante di questo punto riguarda lo studio attento e meticoloso dei pesi dei materiali e la loro distribuzione all’interno dello scafo.

Spesso quando si pensa a uno yacht vengono in mente le bellissime imbarcazioni di legno pieno degli anni ’30. Oggi non è più così perché sono cambiate le esigenze di navigazione, la velocità e il risparmio di carburante sono aspetti importanti e quindi si utilizzano materiali compositi che sono più leggeri e sicuri perché sono ignifughi.

Ma nulla viene tolto all’aspetto estetico e al piacere della bellezza del legno. L’armatore può scegliere quale tipo di legno utilizzare per rivestire i pannelli, dal rovere al ciliegio. La bravura dei maestri d’ascia e degli artigiani è in grado di creare decori e finiture degne di uno jacht d’epoca. Senza però andare ad appesantire la barca.

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Di recente abbiamo eseguito un refitting per una barca a motore di 18 metri che aveva una decina d’anni e non rispondeva più alle esigenze della famiglia che nel frattempo si era ingrandita. Oltre e non avere dei requisiti tecnici secondo normativa vigente.

L’armatore ci ha dunque chiesto di ristrutturare 3 cabine più quella armatoriale e i bagni. Di riprogettare gli impianti elettrici e idraulici, l’elettronica, rifare ex novo gli impianti dell’aria condizionata, e naturalmente ricostruire gli interni con un progetto chiavi in mano che comprendesse anche gli arredi, dai tessuti alle tende.

La barca è stata completamente svuotata, tolti i pavimenti, le pareti, i soffitti e i mobili e si è iniziato ex novo nella costruzione.

Nella cabina armatoriale è stato rifatto completamente l’impianto elettrico e di condizionamento, sono stati sostituiti i pannelli delle pareti, dei pavimenti e dei soffitti che sono stati rivestiti in piuma di mogano. Per i tessuti l’armatore ha scelto rivestimenti in ecopelle e per i pavimenti la moquette.

Anche per le pareti del bagno armatoriale è stata scelta la piuma di mogano per dare continuità con la cabina. Il lavabo è stato rivestito in lamine dorate e il box doccia è stato rifinito da lastre in vetro temperato.

E’ stato un lavoro molto complesso che ha richiesto 3 mesi di lavoro che ha visto impegnati impiantisti, carpentieri, elettricisti, idraulici e falegnami.

La soddisfazione dell’armatore a lavori conclusi è stata grande perché ha potuto tornare a godere della sua barca alla quale era molto affezionato, in una veste completamente nuova e migliore.

E per noi di Lagirti, come sempre, è la vittoria più bella.

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