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DA COSA DIPENDE IL VALORE DI UNA PRODUZIONE ARTIGIANALE?

La produzione industriale prevede la realizzazione di un oggetto, pensato e realizzato da una persona che si prefigge di venderla al consumatore. Il consumatore è una massa informe e indistinta, possiamo pensare di targettizzarlo, di selezionarlo, di categorizzarlo, ma rimane comunque un numero cliente.

Non riuscirà mai ad essere una persona reale prima che l’oggetto sia in un show-room. Non possiamo individuarlo come un soggetto con le sue aspirazioni, ambizioni e gusti reali. Il bravo designer può pensare solo ad un oggetto che piace “alla maggior parte delle persone” del pubblico potenziale.

Molto diversa è la produzione di un mobile fatto artigianalmente.

E’, infatti, un lavoro molto più complesso che va dalla scelta del materiale, alla lavorazione ed è un processo che non si può fare in serie. Ma soprattutto, in maniera opposta rispetto alla produzione industriale, è un lavoro che nasce dall’ascolto delle esigenze del cliente, ne coglie le aspettative, il gusto e l’interesse. E poi, naturalmente, c’è il valore aggiunto dato dall’artigiano che ci mette la passione e l’esperienza.

Per fare un esempio: quando compro una macchina posso decidere di guardare solamente il lato pratico e non spendere molto. Però posso scegliere di spendere di più per avere una macchina di livello superiore solo per il puro piacere di guidarla. Lo stesso vale per la casa. Posso arredarla con mobili di serie oppure posso avere il piacere di avere dei mobili di pregio per il mio appagamento personale.

Non è una questione di soldi o di desiderio di apparire ma è il puro piacere, l’appagamento del possesso di un mobile particolare ed esclusivo. E’ un livello percettivo diverso.

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L’evoluzione del mobile ha inizio nel ‘600. Nel senso che fino ad allora venivano fabbricati mobili destinati ad un uso pratico e quotidiano, come scaffali e bauli dove tenere i vestiti. L’aspetto estetico era messo in secondo piano rispetto a quello pratico e funzionale.

Dal ’600 in poi invece inizia a prendere forma una esigenza non solo pratica, ma anche e soprattutto estetica e si iniziano a produrre credenze, armadi, comò, tavoli e cucine che uniscono l’aspetto funzionale a quello esteriore, con una maggiore attenzione ai dettagli e alle forme. Un esempio su tutti è il Barocco che porta il concetto di “estetica” a livelli di eccellenza in tutte le arti.

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La figura dell’artigiano naturalmente è sempre esistita ma, in questo periodo, acquisisce maggior importanza e competenza perché si trova a dover esaudire le richieste di una clientela sempre più esigente, non solo da un punto di vista della creazione del mobile, ma anche rispetto allo stile e ai materiali.

E’ una competenza che si tramanda di generazione in generazione ed è quella che ritroviamo ancora negli artigiani di oggi.

In Lagirti portiamo avanti proprio queste tradizioni artigianali che vanno indietro nel tempo e che danno valore a un mobile.

Siamo, infatti, fortemente convinti dell’importanza di continuare a creare mobili artigianali e il nostro impegno è quello di far si che il cliente sviluppi la cultura e la conoscenza che gli permettono di capire il valore aggiunto di un mobile fatto artigianalmente, che è come un’opera d’arte.

Perché, come per l’arte, la realizzazione di un pezzo particolare presuppone la competenza e l’apprezzamento da parte del cliente.

Spesso, quando un cliente arriva da noi, non ha idea di cosa sia questo valore. E noi lo accompagniamo in questa scoperta: un mobile va toccato, va fatta un’esperienza tattile perché il mobile artigianale ha un calore, una struttura molto diversa da quella del mobile industriale. E’ un’esperienza molto più emozionale e una volta provato e toccato un mobile artigianale, e compresa la sua bellezza e la sua storia, non si può tornare indietro. Perché solo un mobile artigianale ha un’anima.

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